Speranza

Per chi non sapesse l’inglese.. speranza.

Ieri abbiamo avuto un incontro con la responsabile dell’associazione per DSA di Milano e subito la sensazione è stata quella di essere stati accolti con calore. Punto positivo a loro favore.

Abbiamo fatto una lunga chiaccherata, dove noi abbiamo raccontato la nostra storia, e mi domandavo quante volte ho ripetuto step by step il nostro cammino che potrei intitolare: ‘Scalate dalle diagnosi al concreto’. Ma è sempre comunque piacevole, raccontare, aprirsi alleggerirsi ogni volta anche se solo di poco.

Inoltre, mi complimento per la professionalità e la serietà, sapere di affidare il proprio figlio con persone che parlano il suo stesso linguaggio è il secondo punto a loro favore.

Non partiremo subito, con il progetto che avevo in mente per lui, ma aspetteremo l’arrivo dell’estate per introdurlo in questo nuovo mondo, con calma e pazienza.

Non bisogna avere sempre fretta, e correre sempre come farei io perché a volte si rischia di non andare da nessuna parte.

Basket

Ed eccoci alla prima partita di basket. Non so se sono più in ansia io o lui. Certo c’è chi non ci fa neanche caso e mira ad avere traguardi ben più grandi, ma per noi che ci accontentiamo delle piccole cose la chiamata dell’allenatore è stata quasi pari a quella del Messia. In ogni caso spero che faccia bene e che soprattutto riesca a sfogarsi, a divertirsi e a non sentirsi sempre quella ultima dannata ruota del carro. Spero che non debba lottare contro se stesso per doversi imporre di attaccare o difendere, non so come si dica nel basket ma insomma per riuscire a giocare senza sempre stare in disparte…

Te lo auguro amore mio, ogni piccola vittoria è una grande per noi e ogni tua conquista è anche la nostra !

Pensieri

…Ho sempre la sensazione di perdere tempo e in effetti accade spesso che perdo tempo. Navigo, cerco, mi documento ma alla fine la sensazione è quella di non ottenere nulla, di non andare da nessuna parte. Non ho trovato quello che cercavo e spesso parto da un sito per finire da tutt’altra parte. Questo è il web, io lo adoro anche se a volte lo trovo dispersivo e forse sono tra quelle che erano dell’idea che si stava meglio prima senza internet,  mails, whatapp e FB. Forse sono semplicemente vecchia dentro, chi lo può dire

Tutto era molto più semplice, vivo. Ci si incontrava per strada e si facevano quattro chiacchere, ci si telefonava, si usciva.

Mi è venuta nostalgia qualche pomeriggio fa, quando sono andata a prendere mio figlio a scuola. Nel ritornare ho visto che nel condominio di fronte i bambini giovavano nel cortile.

Ho pensato a come era bello, semplice e naturale, senza tante complicazioni.

Niente sms tra mamme per accordarsi, niente preliminari e niente di organizzato semplicemente scendere per giocare. E mi sono domandata perché questo non esiste più?

 

Attenzione

Sono una belva feroce, e poi mi parlano di etica del web…

Quando si leggono certe cose non si può di certo fare finta di niente quindi attenzione agli ignoranti che sostengono che l’ADHD non esiste e che è solo lo strascico di una depressione post-parto non curata. Sfido te, ignobile essere a conviverci ogni giorno e a ripetere le stesse affermazioni perché è troppo facile parlare senza sapere.

…Oltre ad essere un’offesa per noi mamme che lottiamo ogni giorno..

E dato che mi ha fatto partire l’embolo, mi arrabbio anche con tutte quelle mamme che quando gli accenni anche solo un problema di questo tipo esordiscono dicendo “anche io avevo questo dubbio, ma per fortuna poi il mio è NORMALE”.

Allora prima di aprire le bocche pensiamoci un attimo a come potrebbe essere offensiva un’affermazione del genere perché, apriamo bene le orecchie …rulli di tamburo..anche mio figlio è NORMALE nonostante sia ADHD e DSA. E’ normale, non ha la peste e non morde.

E’ solo un bambino che mio malgrado  si trova ad affrontare ogni giorno mille difficoltà in più del tuo e se sarà abbastanza forte quando sarà grande ne trarrà anche qualche beneficio. E’ inutile ricordare qua l’elenco delle persone famose dislessiche, non ce ne frega niente, ci serve solo avere un po’ di rispetto e sensibilità in più dalle persone che ci circondano. E con questo spero solo di non dover riprendere il discorso ..

Leggi

Ogni giorno mi sveglio con i msg del gruppo a cui sono iscritta e oggi che sono particolarmente ‘iperattiva’ (scusate l’ironia del termine) mi viene da pensare:

Ma che cavolo è mai possibile che non si sa da che parte incominciare con questo disturbo?

Ogni mamma che ha a che fare con questa tematica si scontra sin dall’inizio con la burocrazia, leggi, regolamentazioni, neuropsichiatri, ospedali, test ecc… questo solo per ottenere un pezzo di carta,  una certificazione.

E credetemi, non è cosa da nulla, io sono giorni che sto cercando di parlare con qualche ente per capire come procedere per ottenere l’insegnante di sostegno. Risultato mezza giornata al telefono senza aver concluso nulla.

E poi, c’è la parte della scuola, bisogna parlare agli insegnanti che il più delle volte non sono adeguatamente preparati, firmare PDP, capire cosa fare esattamente cosa fare per rendere meno pesanti le giornate scolastiche dei nostri figli e vi assicuro che anche qui non è facile.

Mamme che si scontrano con insegnanti che mettono note assurde, compagni di classe che trattano male i ns figli, compiti inadeguati ecc…

In più a noi, tocca raccogliere i cocci,  i ns figli quando tornano a casa sono delle bombe a mano, il più delle volte irascibili ed intrattabili.

Ecco noi tutti i giorni ci dobbiamo scontrare con questo ed è mai possibile che nessuno ci aiuti, neanche la burocrazia dove dovremmo aver un perlomeno una prassi comune da seguire,  dovremmo almeno sapere dove andare a sbattere la testa.

Quindi oggi che sono guerriera mi chiedo: ma non possiamo  fare qualcosa di concreto?UNIAMOCI per favore

 

 

 

Carnevale

Come a tutti i bambini Adhd al mio non piace vestirsi a Carnevale o forse non è solo questione di Adhd, non piace come non piaceva a me. Questo divertirsi forzato ed indossare una maschera, ma noi non lo facciamo ogni santo giorno della nostra vita?

La maschera dell’impiegata perfetta, della brava mamma e della simpatica anche quando non lo sei.

A lui penso comunque non piaccia il carnevale a causa della confusione, spesso è disturbato dal troppo casino e anche quando arriva in luoghi soprattutto chiusi ci mette un pochino di tempo ad ambientarsi e a trovare il suo angolo. Funziona così, prima si mette in un angolo, osserva, prende le misure e poi se gli va si avvicina e cerca il suo punto ottimale che magari è vicino ad un compagno con cui si sente particolarmente a suo agio, che gli piace. Io non lo sforzo, aspetto i suoi tempi con pazienza, a volte vorrei che fosse diverso uno di quei bimbi che si buttano subito e fanno casino, quelli che fanno ridere e che decidono sempre quale gioco fare, che tirano insomma le redini.. altre invece lo capisco perché sono anch’io così quindi perché devo pretendere che lui sia diverso?